Non solo dieta...
ovvero come mangiare bene e tenersi in salute
Il costante aumento, tipico dei
nostri tempi, della diffusione di alcune
malattie metaboliche come
l'obesità e il diabete, di malattie
autoimmuni, oncologiche e rare,
porta a pensare ai continui stimoli,
a volte veri e propri "insulti"
che possono arrivare al nostro
organismo dall'esterno, oltre che
dalla nostra genetica e quindi
dall'interno.
Il cibo rappresenta uno tra gli stimoli
più frequenti, se non il più
frequente. Di qui l'obbligo per
ognuno di noi a una maggiore attenzione
verso gli alimenti che ingeriamo,
sia in termini di qualità che di quantità,
anche come attività di prevenzione verso le più comuni
patologie.
Già nell'antichità il padre della medicina,
Ippocrate (460-377a.C.), aveva intuito
l'importanza del cibo per la salute dell'uomo "che
il cibo sia la tua medicina e la medicina sia il tuo cibo",
concetto ripreso più volte successivamente, come
nel "l'uomo è ciò che mangia" di Feuerbach (1862).
Paradossalmente, nell'era del consumismo e del benessere, ci alimentiamo in modo monotono,
squilibrato, disordinato, incorrendo in "carenze" o
in "eccessi" che compromettono
il nostro stato di salute, come inteso
dall'OMS: "stato di completo
benessere fisico, mentale e sociale
e non la semplice assenza di malattia".
Purtroppo il nostro territorio,
appartenente alla regione
Italiana a più alta incidenza di sovrappeso
e obesità infantile, incarna
questa negatività e ciò
soprattutto a causa di una gestione
errata del proprio corpo
e del proprio peso. A parte,
infatti, i casi esigui di
genesi patologica
dell'obesità ,
nella stragrande
maggioranza dei casi il
primo aumento di peso avviene
per un bilancio energetico positivo,
cioè le assunzioni di energia,
il quanto si mangia, sono
superiori alle uscite, il quanto si consuma;
è questo bilancio positivo che potrebbe
generare diverse patologie: sovrappeso,
obesità, sindrome plurimetabolica, disfunzioni ormonali, dispepsie, danni di organo, fino alle patologie
più invalidanti della nostra epoca. In tutti questi casi
e in tanti altri è opportuno rivolgersi a uno specialista
che sia attento al rispetto del nostro benessere
e del nostro corpo, inteso come un tutt'uno, "olos"
appunto, anche in presenza di patologie accertate,
perciò:
• Evitiamo diete standard passate di mano in mano:
ognuno di noi è diverso dall'altro per caratteristiche
fisiche e fisiologiche, di qui l'opportunità della individualizzazione
della prescrizione dietetica
• Evitiamo diete drastiche, non servono e ci fanno
solo perdere capacità funzionali e tessuto magro
• Evitiamo diete squilibrate e un uso improprio di
farmaci: producono dimagrimenti eccessivi inizialmente
e ripresa esponenziale di grasso, poi,
di sempre più difficile gestione
Insomma affidiamoci a figure che ci
guidino verso un'alimentazione che
diventi un "modus vivendi" anche
dopo la parentesi dieta, pratichiamo
costante attività fisica curandoci così
del corpo e della mente che sappiamo
essere in stretta correlazione tra
essi e con il cibo. Solo così realizzeremo
una vita sociale e relazionale appaganti, ottimizzeremo
il nostro benessere per restare giovani
e sani il più a lungo possibile.